BTP sotto Francia: spread minimo e tassi al 3,49%, credito imprese caro al 3,52%

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Confindustria segnala nella Congiuntura Flash di dicembre 2025 che lo spread BTP si contrae sotto i titoli francesi, con tassi allineati al 3,49% e costo del credito alle imprese stabile al 3,52%. Questo allineamento riflette fiducia nei mercati verso l’Italia, nonostante debolezze congiunturali. La dinamica favorisce famiglie e Tesoro, riducendo oneri finanziari.

Per alcuni giorni il rendimento dei BTP decennali scende sotto l’OAT francese, nella media mensile i due titoli viaggiano paralleli al 3,49%. Lo spread BTP-Bund tocca minimi dal 2009, attestandosi intorno ai 65-74 punti base. Investitori premiano la stabilità fiscale italiana rispetto alle turbolenze transalpine.

Il calo dei rendimenti BTP, da 3,52% di inizio anno a 3,44-3,49%, alleggerisce il costo del debito pubblico di miliardi. Mutui variabili beneficiano immediatamente, con rate medie ridotte di 50 euro mensili per famiglia. Milano attrae flussi esteri per 30 miliardi, FTSE MIB in rally.

Il costo del credito alle imprese resta elevato al 3,52%, 186 punti base sopra i livelli pre-stretta BCE. Manifatturiero e costruzioni pagano il prezzo più alto, con tassi medi al 4,64% a novembre. Commissioni bancarie in aumento compensano i tagli BCE, frenando investimenti PMI.

Confindustria nota prestiti in ripresa ma accessibilità limitata per microimprese. Artigianato veneto ed emiliano accusa cali del 5% nei finanziamenti. BCE eroga liquidità, ma spread retail penalizza competitività.

La parità Italia-Francia inverte gerarchie storici: BTP rende meno dell’OAT (3,48% francese vs 3,44% italiano). Mercati premiano riforme Meloni e PNRR, ignorando deficit francese. Germania resta benchmark con Bund al 2,72%.

Imprese captano green bond a tassi inferiori, emessi per 20 miliardi. Rinnovabili e industria 4.0 assorbono capitali a costi calanti. Tuttavia, costo credito al 3,52% limita reshoring e innovazione.

Famiglie italiane accumulano BTP Valore e Più, con cedole garantite al 2,8-3,6%. Emissioni 2025 raccolgono 11 miliardi da risparmiatori. Tassi stabili favoriscono piani pensionistici integrativi.

Governo beneficia di risparmi per 8 miliardi annui su interessi. Tesoro emette a medio termine, allungando curva scadenze al 2035. Rendimento netto BTP triennali al 3,01-3,45%.

Prospettive 2026 dipingono tassi BCE all’1,5%, spingendo BTP verso 3,3%. Francia rischia spread in risalita per instabilità politica. Italia consolida premium pricing tra sovereign UE.

PMI lombarde e toscane vincono gare estere grazie a finanziamenti agevolati. Credito d’imposta R&S al 50% integra tassi alti. Confindustria chiede flat tax 15% per autonomi.

Inflazione PPI all’1,2% erode margini, ma calo spread mitiga. Esportatori meccanici guadagnano competitività su Germania. Ciclo economico misto premia solidità italiana.

Analisti Morningstar notano volatilità treasury euro, con Italia outperform. Indice bond eurozona +0,88% annuo. Investitori ESG puntano su BTP green.

Il report Confindustria del 21 dicembre fotografa transizione virtuosa. Debolezza export contrasta fiducia mercati. Imprese resistono con fondamentali solidi.

In conclusione, BTP allineati alla Francia segnano svolta storica. Tassi al 3,49% sostengono crescita, nonostante credito caro. L’Italia finanziaria avanza con ottimismo cauto.

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